Il sindaco di Bari, Antonio De Caro, dopo il caso del premier finlandese, Sanna Marin messa al centro di una polemica per alcuni video che la riprendono a ballare ad una festa tra amici, ha deciso di autodenunciarsi e ha scritto un post, sui social, appunto di autodenuncia.
De Caro si autodenuncia
De Caro ha esordito nel suo post con un titolo che la dice lunga: AUTODENUNCIA.
E poi comincia così: “In un paio di video che girano in rete da qualche giorno, vediamo la premier finlandese Sanna Marin che balla, canta e si diverte. Per questi filmati molti, nel suo Paese e nel resto del mondo, l’hanno attaccata violentemente, chiedendone le dimissioni.
A questo punto sento il dovere di autodenunciarmi.
Confesso di aver cantato, in luoghi, modi e situazioni improponibili e di aver rivisto con fierezza le testimonianze filmate di tali imbarazzanti esibizioni che sono state pubblicate.
Devo essere giudicato per questo? Devo vergognarmi del fatto che nel tempo libero faccio il karaoke con gli amici? Devo provare pudore per qualche momento di relax, magari dopo una lunga giornata di lavoro?
Non credo.
Così come non credo che Sanna Marin, ex vicepresidente del suo partito, ex ministra, ora premier, debba essere giudicata per come balla durante una serata tra amici.
Si può essere sindaci, ministri, premier, amministratori, ma siamo prima di tutto donne e uomini che hanno il diritto di godersi le proprie passioni. Qualcuno balla, qualcuno va a teatro, qualcuno fa trekking e qualcuno, come me in questo video, preferisce cantare (male) tra la gente.
E siccome non siamo a Sanremo, io credo di dover essere giudicato per come guido l’amministrazione della mia città, non per come interpreto “Je so’ pazzo” in un concerto improvvisato.
Quindi, mi autodenuncio, sì, ma vi avverto (è una minaccia) che continuerò a cantare. Sotto la doccia, in auto con le mie figlie e quando me lo chiederanno, anche alle manifestazioni dei tifosi e sul palco della festa del mio quartiere. Così come Sanna Marin, ne sono certo, continuerà a ballare con gli amici, spensierata, in una sera d’estate qualunque. Per tornare, il giorno dopo, a guidare il suo Paese, come io torno ogni giorno a incontrare i miei concittadini che mi aspettano, agguerriti, nell’androne del Comune.
Con buona pace dei moralisti della domenica, finlandesi o baresi che siano”.
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