Ristorante di Ostuni al centro delle polemiche per regole rigide; divieti su minori e tempo di permanenza scatenano critiche online.
L’Osteria del Tempo Perso, rinomato ristorante di Ostuni, è al centro di un’accesa polemica sui social media a causa delle sue “cinque regole d’oro” recentemente pubblicate. Queste direttive, ora rimosse, includevano clausole piuttosto stringenti: divieto per bimbi sotto i sei anni e cani, obbligo di ordinare almeno due portate principali per commensale (dessert e contorni esclusi) e un limite di tempo per la consumazione.
Molti potenziali clienti e turisti si sono detti indignati, soprattutto coloro che, desiderosi di prenotare, si sono sentiti “sottoposti” a questi vincoli. Ma non finisce qui. Una delle regole specificava anche un tempo massimo di due ore per gustare il proprio pasto, aggiungendo, in tono quasi ammonitore: «Incluso il tempo impiegato dal ritardo, assicurati di arrivare in tempo a Ostuni per trovare il parcheggio».
Sebbene la controversa policy sia stata rimossa dal portale online del ristorante, il web non dimentica e le reazioni continuano a farsi sentire. Tra commenti sdegnati e post di critica, molti esprimono disappunto per quelle che considerano direttive eccessivamente rigide, specialmente in un contesto di accoglienza e ospitalità come quello della ristorazione.
“È inaudito mettere così tante restrizioni in un luogo dove dovrebbe regnare la convivialità,” commenta un utente. Altri sottolineano come la città di Ostuni, nota come la “Città Bianca”, meriti una rappresentazione più aperta e inclusiva.
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