Il fenomeno delle Roborn Dolls sbarca in Italia, genitori che trattano come figli i bambolotti

Le Reborn Dolls, bambole iperrealistiche trattate come veri bambini, sollevano dibattiti sulla genitorialità e la psiche umana.

Il fenomeno delle Reborn Dolls – bambole realistiche che imitano l’aspetto dei neonati – sta prendendo piede anche in Italia, dopo essere diventato virale negli Stati Uniti.

I proprietari di queste bambole simulano la routine quotidiana di un genitore, dal risveglio alla pappa, fino al bagnetto, in una pratica che suscita curiosità e perplessità.

Tra hobby e realtà:

L’esperienza dei proprietari italiani In Italia, da Brindisi a Crotone, i proprietari di Reborn Dolls condividono la loro esperienza ai microfoni di “Fuori dal Coro”, il programma di Rete 4. Persone come Soraia hanno persino allestito una nursery in casa propria, con fasciatoio incluso, per accudire queste bambole. “In un confronto a un bambino che piange e ha mille bisogni la bambola è comoda”, commenta Soraia, rivelando una delle possibili motivazioni dietro a questa scelta.

Le implicazioni psicologiche del fenomeno

Matteo Merigo, psicologo ed esperto del settore, mette in luce le implicazioni psicologiche del fenomeno. Mentre alcuni si avvicinano alle Reborn Dolls per motivi artistici, altri potrebbero sfociare in una preoccupante perdita di contatto con la realtà. “Quando un essere di plastica viene investito di un’anima il problema diventa psichiatrico”, avverte Merigo, suggerendo una linea sottile tra uso innocuo e problematiche più serie.

Un fenomeno in crescita: riflessioni e dibattiti

Il servizio di “Fuori dal Coro” non solo esplora il fenomeno in crescita delle Reborn Dolls, ma solleva anche un dibattito sulla natura di questa pratica. Da semplice passatempo a potenziale mascheramento di bisogni emotivi più profondi, le bambole rinate sono al centro di un vivace dibattito sul loro impatto nella società contemporanea.

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