Le ultime ore di Giulia Cecchettin, ricostruite dal Gip, l’incontro con Filippo, l’escalation di violenza, la prima aggressione in un parcheggio, la seconda, forse fatale, nella zona industriale, l’agonia, poi la morte

Giulia Cecchettin, 22 anni, ha trascorso le sue ultime ore con l'ex fidanzato, culminando in una tragica fine. La ricostruzione dei fatti svela dettagli inquietanti.

Giulia Cecchettin, 22 anni, ha trascorso le sue ultime ore con l’ex fidanzato, culminando in una tragica fine. La ricostruzione dei fatti svela dettagli inquietanti.

Un addio tragico: le ultime ore di Giulia Cecchettin

Le ultime ore di Giulia Cecchettin, 22 anni, sono al centro delle indagini. Il Gazzettino e il gip di Venezia, Benedetta Vitolo, lavorano alla ricostruzione. Giulia aveva cercato di chiudere delicatamente la relazione con Filippo. Lui le diceva: “Senza di te, la mia vita non ha senso”.

Tuttavia, il disagio di Filippo era più profondo del previsto. La coppia aveva pianificato una serata al centro commerciale di Marghera, raggiungendo il luogo in una Fiat Grande Punto. Giulia aveva pagato la cena di 17,80 euro al McDonald’s, come mostrato dai movimenti della sua carta di credito.

L’escalation della violenza

Verso le 23:18, le urla di Giulia hanno attirato l’attenzione vicino all’asilo di Vigonovo. Un residente ha udito Giulia urlare “Così mi fai male” e chiedere aiuto. Questo è stato il primo segno di violenza.

Poi, le telecamere di sicurezza hanno catturato Giulia mentre tentava di fuggire a piedi, inseguita da Filippo.

Gli investigatori hanno trovato tracce di sangue e un coltello danneggiato nel luogo dell’aggressione. Dopo la fuga, Filippo è rientrato nell’auto e ha ripreso la sua vittima.

La fine tragica e le conseguenze

Le ultime mosse di Filippo mostrano un disperato tentativo di nascondere il crimine. La coppia è stata vista per l’ultima volta in auto, dirigendosi fuori città.

Il corpo di Giulia è stato ritrovato una settimana dopo la sua scomparsa, in una zona remota, due ore di auto dal luogo delle aggressioni.

L’ordinanza di custodia cautelare rivela la brutalità dell’aggressione e l’estrema pericolosità di Filippo. La comunità e i media nazionali sono scossi, con dibattiti sui femminicidi e appelli a una legislazione più severa. Questo caso doloroso ha lasciato un segno indelebile nella società italiana.

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