Infermieri, il racconto della fuga dall’Italia verso la Norvegia “Stipendio di 4 mila euro al mese, alloggio gratuito, viaggi per tornare a casa gratis”

Michele e Giulia, due infermieri italiani, hanno trasformato le loro carriere e vite trasferendosi in Norvegia, attirati da migliori condizioni lavorative e salariali.

Michele e Giulia, due infermieri italiani, hanno trasformato le loro carriere e vite trasferendosi in Norvegia, attirati da migliori condizioni lavorative e salariali.

La decisione di cambiare vita

Michele e Giulia, infermieri italiani, hanno preso una decisione coraggiosa e dirompente per le loro carriere: trasferirsi in Norvegia.

La loro scelta è stata guidata dalle opportunità contrattuali più vantaggiose che hanno trovato all’estero.

“Anche l’auto inclusa – dicono i due -. Per gli spostamenti da una struttura all’altra”. Nonostante avessero tentato di trovare opportunità adeguate in Italia, la scoperta di annunci di lavoro in Norvegia ha rappresentato per loro una svolta.

I benefici del lavoro in Norvegia

In Norvegia, Giulia e Michele hanno trovato condizioni di lavoro significativamente migliori rispetto a quelle italiane. Il contratto a tempo indeterminato, l’alloggio gratuito, le bollette pagate e un bonus annuale per i voli sono solo alcune delle comodità offerte.

“L’agenzia mi ha pagato il volo e mi ha assunta subito a tempo indeterminato – spiega la giovane -.

Gli inizi non sono stati facili, soprattutto per la lingua”. Nonostante le difficoltà iniziali, compreso l’adattamento al clima e alla lingua, entrambi hanno raggiunto un equilibrio soddisfacente.

il percorso professionale e le soddisfazioni economiche

Il percorso professionale di Giulia e Michele in Norvegia si è rivelato ricco di soddisfazioni. Giulia, lavorando 160 ore al mese, guadagna circa 27,40 euro all’ora, per un totale di 5.700 euro lordi (3.380 euro netti). Questi numeri non includono le ore di straordinario e notturne.

“A livello professionale, qui c’è molto rispetto per la figura dell’infermiere, al contrario di quanto accade in Italia – dice ancora la 32enne -. Senza contare il lato economico: da quando sono qui spendo pochissimo e ho messo da parte una cifra enorme per me, 50 mila euro”.

La pandemia e la scelta di Michele

Michele, che ha vissuto la pandemia da neo-laureato in un reparto infettivi a Cagliari, descrive quell’esperienza come un periodo difficile e stressante. La proposta lavorativa dalla Norvegia è stata per lui una via d’uscita.

“L’offerta mi ha convinto subito: contratto a tempo indeterminato, alloggio gratuito, bollette pagate, bonus di 1000 euro annuali per i voli, e l’auto in uso (con rimborso del carburante) per gli spostamenti da una struttura all’altra”.

Nessun rimpianto per l’Italia

Nonostante le sfide, né Giulia né Michele rimpiangono la loro decisione. La vita in Norvegia offre loro non solo migliori opportunità professionali ma anche una qualità di vita superiore.

“Non ci penso nemmeno – conclude Michele al Corriere della Sera -. Molti mi dicono: sì però lì fa freddo ed è sempre buio. Io rispondo che qui si vive benissimo, ho tanti amici e le condizioni di lavoro sono eccezionali. Consiglio a tutti i giovani di fare questa esperienza”.

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