Femmicidio Andria, Luigi Lionetti ha confessato l’omicidio della moglie, l’avvocato “Piange di continuo,  preoccupato per i due figli di 6 e 11 anni”

Luigi Leonetti ha confessato di aver ucciso sua moglie Vincenza Angrisano ad Andria, lasciando la comunità e la famiglia in lutto e preoccupazione per i loro due figli.

Luigi Leonetti ha confessato l’omicidio della moglie Vincenza Angrisano ad Andria. I loro figli, affidati a parenti, non hanno assistito all’omicidio. La comunità scolastica rende omaggio a Vincenza, descritta come una donna solare e amata.

La confessione di Luigi Leonetti

“L’ho lasciato poco prima delle cinque del mattino di oggi, dopo l’interrogatorio in caserma durato quasi un’ora. Ha confessato di aver ucciso la moglie ma ha ripetuto che i loro figli non hanno assistito all’omicidio”.

Queste sono le parole di Savino Arbore, legale difensore di Luigi Leonetti, l’uomo di 51 anni che ha ucciso a coltellate sua moglie, Vincenza Angrisano di nove anni più giovane. Il femminicidio è avvenuto nella loro abitazione fuori città, dove la coppia viveva con i due figli.

Il dolore e le preoccupazioni di Leonetti

“Piange ed è preoccupato per loro”, ha aggiunto l’avvocato, rivelando che Leonetti è angosciato per la sorte dei suoi figli, di 6 e 11 anni. Arbore ha anche detto che Leonetti ha fornito agli inquirenti la sua versione dei fatti, indicando che l’assassinio sarebbe avvenuto durante una violenta lite. “Piange di continuo ed è preoccupato per i figli”, ribadisce Arbore.

La situazione dei bambini e l’investigazione

I bambini sono stati affidati ad alcuni parenti e supportati dalla psicologa del centro traumi della Asl Bat.

L’udienza di convalida del fermo si terrà, con ogni probabilità, venerdì prossimo. I carabinieri, sotto la guida del magistrato della procura di Trani, Francesco Chiechi, stanno indagando sull’accaduto e analizzando l’arma usata per l’omicidio.

Il tributo della comunità scolastica

Un commovente tributo è stato reso da parte della comunità scolastica dove i figli di Vincenza Angrisano studiavano.

Una panchina con un tessuto rosso, un mazzo di rose bianche e un foglio che dice: “Non si può accettare. Addio mamma Enza”. La dirigente scolastica ha descritto Vincenza come “sorridente e solare come sempre”, e ha affermato che nessuno aveva percepito segnali di malessere nella famiglia.

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