Sofia Priviero, affetta da encefalite a 19 anni, non riesce a sostenere gli esami di maturità ‘Desidero il diploma honoris causa, ma la segreteria della scuola non mi ha risposto”

Sofia Priviero, studentessa di Jesolo colpita da encefalite autoimmune, chiede la maturità ad honorem per recuperare il tempo perso durante il lungo ricovero.

Sofia Priviero, studentessa di Jesolo colpita da encefalite autoimmune, chiede la maturità ad honorem per recuperare il tempo perso durante il lungo ricovero.

Il coraggio di sofia nella lotta contro l’encefalite

Sofia Priviero, una studentessa 19enne di Jesolo, ha affrontato una dura battaglia contro un’encefalite autoimmune. Colpita lo scorso 23 aprile, Sofia ha trascorso mesi in ospedale, tra San Donà, Portogruaro e Padova, e successivamente in riabilitazione a Jesolo.

“La maturità ad honorem mi permetterebbe di riprendere in mano la mia vita e recuperare i 4 mesi persi per colpa della malattia,” confida Sofia. Questa esperienza ha segnato profondamente la sua vita, ma non ha intaccato la sua determinazione negli studi.

La richiesta di maturità ad honorem e il sostegno ricevuto

Impossibilitata a partecipare agli esami suppletivi a causa del ricovero, Sofia ora chiede di poter ottenere la maturità ad honorem.

Sostenuta dalla madre, Chiara Prando, ha inviato una richiesta all’Ufficio scolastico, purtroppo senza ricevere risposte.

Il suo caso ha attirato l’attenzione di figure importanti come il presidente veneto Luca Zaia e il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti. “Ci è stato spiegato che la maturità ad honorem è prevista solo per casi eccezionali, ma a Sofia permetterebbe di guadagnare del tempo e di avviare i suoi progetti,” spiega la madre.

I progetti futuri di sofia e il suo messaggio di speranza

Nonostante le sfide affrontate, Sofia guarda al futuro con ottimismo. Aspira a iscriversi all’Università, seguendo corsi legati alla storia dell’arte o al restauro.

“Quando ho iniziato a stare male, e nei mesi successivi, non avrei mai immaginato di rischiare di perdere la vita… Ora devo andare avanti e riprendermi il tempo perso,” riflette Sofia. La sua storia è un messaggio di speranza e resilienza, una testimonianza della forza di volontà di riprendersi dopo una grave malattia.

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